Riscatto agevolato laurea: come funziona?

Celebrazione laurea
Celebrazione laurea.

Avete frequentato e concluso l’università (con una festa di laurea al top)? Potete approfittare del riscatto agevolato della laurea. Si tratta di una norma introdotta con il Decreto-legge n. 4/2019 recante “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, in particolare dell’articolo 20. L’INPS, con apposita circolare, ha spiegato le modalità per riscattare gli anni della laurea usufruendo così del periodo non retribuito nel conteggio della propria pensione.

Una delle novità introdotte dal decreto riguarda l’eliminazione del requisito dell’età. Infatti prima la domanda poteva essere presentata da chi non aveva al massimo 45 anni. Ora avete la possibilità di inoltrare la richiesta indipendentemente dalla vostra età. Dovete però tenere presente che ci sono altri requisiti da rispettare per poter accedere al riscatto agevolato della laurea.

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La presentazione della domanda

Per poter fare richiesta dovete aver conseguito il titolo di studio e inoltre dovete sapere che vale solamente il corso legale universitario, ovvero gli anni fuori corso non contano. Questi requisiti valgono anche per la procedura tradizionale del riscatto di laurea. La procedura si assolve in via telematica, attraverso il sito internet dell’INPS. Dovete compilare gli appositi formulari da inviare telematicamente all’Istituto.

Il costo da sostenere è chiaramente vincolante, quindi, una volta accettata la vostra domanda, l’INPS vi invierà dei bollettini MAV con cui effettuare il pagamento dovuto. Dovete stampare i bollettini e recarvi in uno degli sportelli abilitati, oppure potete procedere direttamente online con gli appositi circuiti. Quali sono? Questo tipo di versamenti avvengono tramite il circuito Reti Amiche o con il sistema pagoPA in internet. Usate carte di debito, di credito o prepagate.

In alternativa con l’avviso di pagamento potete recarvi presso sportelli bancari, postali e di esercenti che aderiscono al circuito pagoPA. Se compilate il modello SDD optate per la rateazione. Se scegliete questa strada, però, rinuncerete al diritto di rimborso entro le otto settimane. Potete richiedere l’addebito automatico, revocandolo in qualsiasi momento. Quindi deciderete nuove modalità per pagare le restanti rate.

Il calcolo del riscatto

Per usufruire del riscatto agevolato della laurea dovete prendere come riferimento il minimale applicato ad artigiani e commercianti utilizzando l’aliquota per il computo pensionistico dei lavoratori dipendenti dell’apposito Fondo (FPLD). Chiaramente vanno considerati i parametri in vigore nell’anno in cui presentate la richiesta. La nuova normativa vi concede un vantaggio: scegliere il parametro che vi conviene di più.

Siete voi a scegliere quale dei due sistemi contributivi, artigiani o dipendenti, vi permette di avere una valutazione maggiore del periodo universitario. Per poter decidere l’opzione migliore è bene che facciate riferimento alle norme: comma 5-quater e comma 5 dell’articolo 2 del D.lgs n. 184/1997. Tale decreto indica le strade perseguibili. Potrebbe comunque essere utile chiedere consiglio, in base alla propria situazione previdenziale, chiedere consiglio al commercialista o all’INPS.

L’esclusione

Fate però attenzione, perché dovete rispettare sicuramente i requisiti già menzionati, ma ci sono anche altri casi di esclusione individuati dalla circolare dell’INPS. Infatti se rientrate in una delle situazioni previste non potete presentare la domanda e beneficiare del riscatto. In realtà non c’è nulla di complesso, ma l’esclusione si riferisce in particolare a vizi procedurali. Per questo è bene che seguiate le indicazioni fornite sul sito internet dell’Istituto previdenziale al momento della compilazione della domanda.

Primo caso di esclusione dal riscatto di laurea

Il primo dei tre casi di esclusione previsti prevede che, una volta definito il riscatto del corso attraverso il pagamento integrale degli oneri, non potete richiedere la rideterminazione dell’onere con modalità alternative. Ovvero quando effettuate il versamento in un’unica soluzione non avete la possibilità di rifare il calcolo e chiedere un rimborso. Questo aspetto sottolinea l’importanza di fare bene i conti prima di procedere.

Secondo caso di esclusione dal riscatto di laurea

Il secondo caso di esclusione concerne la rateazione. Qualora aveste optato per il pagamento rateale e aveste già iniziato a versare le rate, potete decidere di interrompere e presentare richiesta di accredito del periodo corrispondente alla parte versata. Otterrete così il capitale relativo a una parte del corso di studi. Per il residuo dovete effettuare un’altra domanda, iniziando la procedura come nuova, solo per il periodo non utilizzato. Inoltre per questo caso avrete modo di scegliere un criterio alternativo per la sua valutazione.

Terzo caso di esclusione dal riscatto di laurea

Il terzo e ultimo caso di esclusion21e riguarda il perfezionamento del riscatto agevolato della laurea. Se avete presentato domanda, ma non avete provveduto al pagamento, avete il diritto di ritirare l’istanza presentandone una nuova. Insomma avete la possibilità di annullare la richiesta fatta e di ripartire da capo, anche per i calcoli. Tenete però presente che i parametri utilizzati saranno quelli riferiti alla data della nuova domanda.

In tutte queste situazioni si tratta di diritti, che potete esercitare stando però attenti a seguire le indicazioni onde evitare errori di calcolo. Il rischio più che altro è di pagare una cifra più alta e di ottenere meno benefici in pensione. Infatti è essenziale che mettiate il periodo di laurea in relazione alla vostra posizione previdenziale. In questo modo potrete versare il capitale necessario per riscattare il corso di studi e poter andare prima in pensione, cercando anche di aumentare l’importo della pensione che vi spetta.

I corsi di studi

È bene che sappiate della possibilità di riscattare i diversi tipi di corsi universitari. Infatti potreste chiedervi se il vostro percorso rientri tra le opzioni previste. La legge ha previsto che le domande riguardino il diploma universitario, con corsi della durata di due o tre anni, la laurea triennale, quella quadriennale o quella a ciclo unico. In questo modo si coprono gli ordinamenti che si sono susseguiti negli anni. Sono stati considerati anche i dottorati di ricerca e i diplomi di specializzazione post-laurea.

Va precisato, in relazione al dottorato di ricerca, che vi è un ulteriore requisito da rispettare. Si tratta dell’iscrizione alla gestione separata INPS. Solo con tali versamenti si può presentare la domanda. Anche in questo caso, però, si userà il riscatto agevolato della laurea pagando i contributi dei periodi scoperti e ottenendo benefici a livello previdenziale. Il versamento può essere effettuato anche dal datore di lavoro, che potrà dedurre dal reddito d’impresa l’importo corrisposto. Chiaramente per scegliere la via migliore bisogna sempre riferirsi alla propria condizione previdenziale.

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