No all’altare? 7 consigli per lascarsi alle spalle questo momento

No all'altare

Dopo anni di convivenza e di saldo rapporto coniugale è finalmente arrivato il momento che tutti aspettavano. Dovete solo superare la soglia della chiesa, e il gioco è fatto o almeno così sembrerebbe! Il prete si rivolge al vostro amato, con la fatidica domanda: “Vuoi tu..?” E allo sposo non gli rimane che rispondere: “Sì lo voglio!”. Invece qualcosa non è andato per il verso giusto, lui tace. A questo punto, al sacerdote non rimane che ripetere la domanda, e davanti ad una platea di invitati e al volto perplesso della sposa, nella chiesa rimbomba un terribile e temibile “No!”. Ora, arriviamo a noi, alla nostra guida per superare questa drammatica esperienza, e lasciarci alle spalle il così detto “No all’altare”.

Elabora il lutto, dominando il tempo

Per affrontare questa prima fase, che potremmo definire di lutto, dobbiamo partire proprio dal tempo, che spesso in questa prima fase viene concepito in maniera distorta, soprattutto dall’innamorato deluso. In altre parole, l’abbandonato vive ogni secondo della giornata con il pensiero ossessivo verso la persona che per anni è stata al suo fianco. Diverso è per la persona che ha preso la decisione di lasciare, infatti per quest’ultimo il tempo passa in maniera del tutto normale, ci penserà, ma solo nei momenti liberi o comunque senza piangerci troppo su. Alle vittime dell’abbandono, uno dei primi consigli è quello di dominare il tempo attraverso attività di svago come: cucinare, fare decoupage, viaggiare, fare shopping, prendere un’aspettativa dal lavoro per dedicarsi alle proprie passioni. Cercate di svolgere attività all’aperto con amici, che vi permetteranno di conoscere nuove persone, lontane dalla cerchia di amici che ancora vi accomuna a lui. Non cercate e non sperate in ripensamenti, perché questi, anche se arriveranno, sono elaborati con tempi molto più lunghi dei vostri. Sembrerà difficile, quasi impossibile, ma tenete a bada il vostro istinto, come quello di andare a fare un blitz sotto casa o chiamare ripetutamente l’amato. Questi sono tutti atteggiamenti di cui potreste pentirvene, perché davanti a tanta insistenza, nell’altra persona scatta sistematicamente un senso di fastidio e intolleranza. Se proprio non riuscite a farvi da parte, ricordatevi che se c’è una possibilità di tornare insieme, questa non deve essere forzata perché la persona si deve sentire libera di scegliere, proprio come ha fatto sull’altare. Inoltre, ricordate che voi siete coloro che hanno subito passivamente la decisione, quindi sentitevi liberi da qualsiasi responsabilità.

Le nostre proposte

La sofferenza fa parte della vita

Ricordatevi che essere consapevoli e lucidi di ciò che vi sta capitando è fondamentale per affrontare razionalmente questa prima fase. Non è difficile cadere in malattia: la depressione può essere la conseguenza inevitabile di un lutto mal elaborato. Nessuno è mai morto per una delusione d’amore, ma la sofferenza è inevitabile e va vissuta come una componente intrinseca dell’esistenza, da cui si può uscire, anche più forti di prima. Il tempo, insieme alla consapevolezza saranno la vostra cura. Successivamente riuscirete a capire che la drammatica sensazione di perdita di identità è soltanto transitoria, legata essenzialmente all’abitudine di condividere insieme ad un’altra persona la propria esistenza. Alla fine, vi rimarrà solo la paura di soffrire ancora, la paura di rivederla con un’altra persona o semplicemente la paura di non riuscire a trovare nessun altro. In altre parole, non vi rimane che accettare la vostra sofferenza, come naturale conseguenza di un trauma.

È arrivato il momento di rivalutarsi

Troppo spesso, capita di auto colpevolizzarsi per quello che è successo, arrivando addirittura a giustificare l’altro. Questo senso di colpa nasce dalla poca autostima che la persona ha verso sé stesso o perché semplicemente, pur ragionandoci su, non riuscite a trovare un motivo valido alla fine della vostra storia. La reazione deve essere quella di pensare che le persone si amano così come sono. Quando due persone si scelgono, scendono a compromessi, e questo lo si fa per amore, consapevoli del fatto che non potremo mai trovare nessuno uguale a noi stessi, anzi, sono spesso gli opposti che ci attraggono e ci completano. In altre parole, le storie finiscono, e finiscono perché con loro finisce l’amore non di certo perché avete preso qualche chilo o nell’ultimo periodo avete iniziato a trascurarvi. Semplicemente è cambiato qualcosa nell’altra persona, non ci potete fare nulla, e soprattutto non avete nessuna colpa. È proprio in questi momenti che dovete cacciare il carattere, come si dice, bisogna essere forti e coraggiose, tanto la pancia andrà via perché non mangerete più, ritornerete a farvi belle, perché avrete voglia di conoscere altre persone e farvi conoscere, ritornerete ad essere belle e splendenti più di prima.

Dall’amore romantico all’amore razionale

Dovete evitare di idealizzare il vostro rapporto, è un fenomeno che ben conoscono i poeti e tutta la letteratura mondiale. È un fenomeno intrinseco all’essere umano quello di idealizzare la persona e di conseguenza il sentimento come manifestazione terrena di un amore divino. È proprio questa convinzione che per prima dovrà essere abbandonata. Sembra quasi cinico, ma la razionalità vi permetterà di uscire più facilmente dal limbo in cui siete cadute dopo quel No all’altare. Basti pensare al noto scrittore e filosofo Schopenhauer, il quale parlava dell’amore in termini meccanici: l’amore non era altro che un processo voluto dalla natura e indispensabile per la messa in sicurezza della specie; in altre parole, grazie a questo sentimento irrazionale si assicura la prosecuzione della specie, prendendo delle decisioni non per il bene individuale ma a favore della specie.

La famiglia: è il primo amore incondizionato!

Rifugiarsi nella famiglia, specialmente nei genitori, è spesso l’aiuto più facile e semplice che possiamo trovare per superare un “No all’altare”. Ricordatevi che i genitori, come i fratelli e le sorelle, sono le persone che più di tutte hanno a cuore il vostro bene. Sono le prime persone che vi hanno amato e che continueranno a farlo indipendentemente da tutto, per il resto dei loro giorni. Da questa consapevolezza, riuscirete a dividere e condividere il peso di tanta sofferenza, con persone fidate, e che per nulla al mondo vi tradiranno o abbandoneranno.

No all'altare

Inizia a vivere il presente, assecondando le occasioni

Un buon modo per superare un “No all’altare” è senza ombra di dubbio quella di vivere il qui ed ora senza pensare troppo al domani, anche perché l’idea che avete del vostro futuro potrebbe essere distorta, surreale. Tenete sempre a mente, che per rimanere razionali, un trucco è quello di pensare e vivere il presente senza creare aspettative future, Provate a fare la stessa cosa nei momenti difficili, ovvero provate a pensare che sia i momenti belli, che quelli dolorosi, non dureranno per sempre, solo così potrete affrontare le giornate con la giusta energia senza troppe aspettative e di conseguenza senza potenziali delusioni. Ricordatevi che la vita ci regala sempre una seconda possibilità, mettendoci sulla strada delle occasioni che possono essere la chiave di svolta. Prova a pensare all’invito di un uomo con il quale sorseggiare un calice di vino in un pub, o una bella canzone che passano alla radio e che senti essere diventata la colonna sonora di quel particolare momento della vita o ancora ad una bella occasione di lavoro. Insomma, le occasioni per riprendersi in mano la vita sono tante, e poi come si dice, chiodo schiaccia chiodo, tra tutti gli strumenti, sembra quello più efficace.

Inizia a prenderti cura di te stesso!

Se la prima sensazione che avrete è quella di una perdita di identità, perché fino a quel momento l’idea di voi stesse era strettamente legata all’altra persona, il passo successivo necessario per superare questo momento sarà quello di riscoprire se stessi. Pian piano, inizierete a riscoprire il piacere della cura del corpo e della mente. Questa è la dimostrazione che l’essere umano è un animale estremamente adattabile. Non vi rimane che mettervi al lavoro!

© Riproduzione riservata