Matrimonio Sardo: un rito che da secoli ci fa innamorare

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Il matrimonio sardo: un’opportunità per rivivere le tradizioni e la vita della propria terra

La Sardegna è un’isola particolarmente celebre per i suoi panorami mozzafiato, per le sue spiagge limpide e per le atmosfere senza dubbio suggestive. Tutti questi fattori hanno contribuito a fare della Sardegna una zona particolarmente celebre e ricercata: tantissimi turisti ogni anno la scelgono come meta per le loro vacanze, specialmente durante la stagione estiva. La Sardegna, infatti, è una terra che ha tanto da offrire: architettura, intrattenimento, ma anche storia e tradizioni. In particolare, non possiamo dimenticare la centralità del matrimonio sardo e tutte le sue sfaccettature, che, senza dubbio, suscitano tanto fascino e curiosità.
Vediamo insieme quali sono le principali caratteristiche del matrimonio in Sardegna e i rituali principali che vengono eseguiti in questa occasione.

Il matrimonio sardo: l’inizio della cerimonia

Il matrimonio sardo è particolarmente conosciuto, sia in Italia che all’Estero, per le sue usanze particolari e dense di significato. Si tratta di un rito in cui ogni gesto è stato pensato per un motivo specifico e che incuriosisce moltissimi sposi e spose. Per cominciare, è importante sapere che il matrimonio in Sardegna inizia il giorno prima delle nozze: a questo punto, il futuro sposo si reca a casa della futura sposa, dove gli verrà mostrato il corredo della donna. Successivamente, esso viene trasportato all’interno della casa dei futuri sposi, per essere immediatamente sistemato dalle mani esperte delle mamme dei due giovani. Già a primo impatto, dunque, si percepisce la particolarità di questo rito, rispetto agli usi e costumi del resto d’Italia.

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Il rituale procede: il giorno del matrimonio

Finalmente è arrivato il giorno delle nozze: tutti sono emozionati e di sicuro si percepisce la tensione nell’aria. Bene, è giunto il momento che la sposa esca da casa sua, tuttavia, in Sardegna, sarà lo sposo a venire a prenderla: al termine del taglio del nastro, i due si ricongiungeranno, dinanzi a tutti gli invitati che sono lì per assistere. Di norma, inoltre, sotto la casa della sposa ci sono sempre un paio di zie che preparano dei piatti ricolmi di mandorle, riso, monetine e pezzetti di carta colorata.
Le donne lanciano questi oggetti agli sposi, per festeggiare insieme a loro: successivamente, i piatti si lasciano cadere per terra. La rottura dei piatti è un momento importantissimo: se non dovesse andare a buon fine, il rito si ripete, finché essi non si romperanno.

Celebrazione delle nozze secondo il rito sardo

Dopo il rituale della rottura dei piatti, di norma lo sposo e la sposa si recano insieme alla chiesa, dove si andrà a celebrare il matrimonio. Molti, a questo punto, scelgono di fare un giro all’interno della propria città per rendere nota a tutti la notizia del loro matrimonio. Compiuta la cerimonia solenne, si continua a cospargere gli sposi di mandorle, monetine e anche sale ( che simboleggia l’abbondanza). Allo stesso tempo, si continuano a rompere i piatti, seguendo il percorso degli sposi, per augurare loro tanta prosperità. In passato, un banchetto sardo poteva durare perfino più giorni: tutto dipendeva dalle condizioni economiche delle famiglie degli sposi. Inoltre, si usa che i due giovani bevano e mangino dallo stesso piatto e bicchiere, per comunicare la loro unione, segno tangibile del loro amore e felicità. Molti sono, inoltre, i proverbi e i modi di dire utilizzati quotidianamente in Sardegna, come quello che dice ‘Bellesa non faghet domu’ e significa che la bellezza non necessariamente porta al matrimonio.

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