Matrimonio: rito romano o ambrosiano

Matrimonio rito romano
Matrimonio rito romano.

Unirsi in matrimonio comporta oltre la scelta del partner, abito, testimoni e quanto altro anche quella del rito da utilizzare ai fini della celebrazione.

Contrariamente a quanto potete immaginarvi in Italia non esiste solo il rito romano, in quanto è possibile convolare a nozze tramite il rito ambrosiano tipico dell’area milanese, a tutt’oggi ancora celebrato nella Diocesi di Milano e non solo.

Le nostre proposte

Le due funzioni in linea di massima non differiscono tantissimo tra di loro, ma presentano alcune caratteristiche proprie che le contraddistinguono e le rendono uniche e speciali.

A seguire una breve descrizione singola di entrambi i riti con un ultimo paragrafo di confronto tra i riti con punti di unione e differenze.

Rito romano: origini e caratteristiche

Se decidi di optare per un matrimonio secondo la liturgia del rito romano è opportuno che tu conosca le caratteristiche e le origini che vi sono dietro questa forma religiosa.

Il rito romano ha origini storiche molto antiche e forti al punto che la funzione è applicata ancor oggi, seppur con qualche piccola variante, trattasi di uno dei riti religiosi più antichi del cristianesimo utilizzato per unire due sposi in matrimonio.

Gli sposi

La peculiarità di questa forma sacramentale è che gli sposi sono i protagonisti per eccellenza non solo nel senso di due soggetti che devono convolare a nozze, ma da un punto di vista sostanziale in quanto assolvono essi stessi il ruolo di ministri della cerimonia tramite lo scambio delle rispettive promesse davanti a Dio, in cui si giurano amore eterno e si obbligano a rispettarsi ed accudire i potenziali figli che verranno dalla loro unione.

Il sacerdote

Se in quanto sposi assumete il ruolo di ministri della funzione vi è da dire che secondo le disposizioni del “Concilio di Trento” ai fini della validità delle nozze è necessaria una terza figura che testimoni la regolarità la vera volontà degli sposi: il sacerdote.

Colui che celebra le nozze, il prete o vescovo, ha il compito di supervisionare la cerimonia e dopo che si sia scandito il momento delle promesse e delle fedi, deve concludere la celebrazione con la frase che per eccellenza suggella l’unione e viene associata al classico scambio di un bacio degli sposi: “vi unisco in matrimonio nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo“.

I testimoni

Attualmente il rito romano per la celebrazione del matrimonio prevede come prassi liturgica la dicitura di messa oltre alla celebrazione dell’unione degli sposi, nonché da un punto di vista giuridico ai fini della validità per gli effetti civili la presenza di due testimoni, i quali sono chiamati a firmare il Registro di nozze per attestare la loro presenza all’unione e la validità della funzione affinché il matrimonio possa dispiegare anche gli effetti civili richiesti dallo Stato.

Rito Ambrosiano: origini e caratteristiche

Se siete di Milano o comunque siete affascinati dalla liturgia del rito ambrosiano dovete sapere che si narra che tale funzione sacramentale attribuita alla figura del Santo Ambrogio, dovrebbe essere addirittura antecedente a lui.

Questo rito ha comportato una fusione tra mondo cattolico ed orientale importando molte caratteristiche della cultura orientale.

Il rito ha ottenuto legittimazione a seguito del Concilio di Trento, si dice per la spinta del Papa dell’epoca, il milanese Pio VI e del vescovo Carlo Borromeo, che ll’epoca era al capo della Diocesi di Milano.

Ai tempi della sua diffusione il rito era celebrato da tutta l’area del Nord di Italia per poi diventare tipico e ristretto all’area di Milano e paesini dell’entroterra lombardo.
Il rito ambrosiano ha una peculiarità Cristo è al centro dell’intera celebrazione inteso come vittima dell’eresia.

L‘arcivescovo della Diocesi di Milano è visto come massima figura di rappresentanza della liturgia ambrosiana.

I canti

Il canto rappresenta il centro dell’intero matrimonio in stile ambrosiano ed è alla base di qualsiasi celebrazione dal battesimo alla comunione fino alla semplice messa.

Voluti fortemente, si narra dalla figura di Sant’Ambrogio, i canti si compongono di parole e musiche innovative non legate espressamente ai salmi.

Sant’Ambrogio è da sempre ricordato per la sua passione per la musica, passione che lo condusse a comporre molti inni sacri utilizzati all’interno delle celebrazioni religiose e tramandati nel corso della storia della Diocesi milanese e non solo.

I canti ambrosiani seppur hanno subito modifiche per essere adattati al contesto e ai tempi, rappresentano a tutt’oggi il cuore pulsante della celebrazione dei matrimoni e di altri sacramenti in chiave ambrosiana, oltre ad essere ricordati nell’abito del patrimonio musicale liturgico.

Attualmente, se desiderate sposarvi con rito ambrosiano è possibile farlo presso la Diocesi di Milano o in alcune piccole parrocchie delle aree di Como e Bergamo e paesini limitrofi.

Rito romano e Ambrosiano: differenze

Se siete ancora indecisi se scegliere una funzione secondo il rito romano o ambrosiano, questo paragrafo vi sarà utile per comprendere le relative differenze e punti in comune.

Da un punto di vista sostanziale le due celebrazioni risultano essere molto simili tra di loro, nulla muta per l’organizzazione del ricevimento nuziale, la vera differenza sta nello svolgimento della cerimonia religiosa.

La messa

Per quanto concerne lo svolgimento del matrimonio i punti della Messa sono più o meno gli stessi, ma subiscono delle inversioni temporali, ad esempio lo scambio del segno di pace nel rito romano avviene in concomitanza con la comunione ossia dopo lo stesso il prete dà l’ostia agli sposi o a chi voglia ricevere il sacramento, altresì nel rito ambrosiano esso è anticipato dalla “Liturgia della Parola” con il tradizionale “scambio dei doni“.

Le letture

Altro aspetto che diversifica i due riti è il libretto adibito per la celebrazione da distribuire agli invitati, nell’ambito del matrimonio ambrosiano le letture da due, tipiche del rito romano, diventano una lettura, vi è un’unica lettura a cui si accompagna in modo facoltativo il “rituale della velazione“.

La cerimonia

Muta la Benedizione degli Sposi che non è semplicemente operata dal sacerdote cospargendo la fronte con acqua santa come nel rito romano, ma prevede nel rito ambrosiano che gli sposi chiamino a loro fianco i testimoni genitori o amici che sorreggono un velo trasparente bianco ad avvolgerli.

Il velo sul capo simboleggia l’ascesa della protezione dello Spirito Santo sugli sposi.

Altra peculiarità, infine, del rito ambrosiano è la musica intesa come canto, anche nel rito romano è previsto che la sposa entri in chiesa con una marcia nuziale sacra, ma nel rito ambrosiano la musica e il canto sono presenti durante tutta la celebrazione rappresentando un momento di grande religiosità.

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