Il matrimonio tradizionale milanese: 5 tradizioni che non conoscevi

Lo sposo bacia la sposa.
Lo sposo bacia la sposa.

Milano, il suo hinterland e anche le vaste campagne circostanti non sono immuni da usanze e tradizioni benauguranti per il matrimonio.

Un uomo e una donna che scelgono di unirsi in matrimonio e amarsi per tutta la vita compiono un gesto di grande coraggio oltre che d’amore.

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E perché la loro unione, che poi è come un viaggio, inizi nel migliore dei modi e proceda anche meglio, si adottano – ovunque, in tutto il mondo e presso ogni cultura – dei riti sempre uguali, si ripetono delle tradizioni antiche con l’obiettivo di evitare che qualcosa vada storto.

Vediamone alcune usanze Milanesi, davvero curiose.

1. Sposa vestita dalle amiche

Come in tutto il nostro Paese, anche a Milano è vietato per gli sposi incontrarsi il giorno precedente il matrimonio e, ancora di più, è tassativamente proibito allo sposo vedere l’abito della sua fidanzata prima del gran giorno.

Ma in Lombardia e a Milano c’è un’altra usanza connessa con l’abito: la sposa lo deve indossare aiutata solo dalle sue amiche, meglio sarebbe se tra di loro ce ne fosse anche una nubile! Ovviamente, oltre all’abito nuovo, va indossato qualcosa di vecchio, qualcosa di blu e qualcosa di prestato.

Un’altra usanza lombarda, meno conosciuta, è legata alle bretelle dello sposo: se si desidera un figlio maschio, andrebbero appese fuori dalla finestra la prima notte di nozze.

2. Rito della velazione

Questa è un’usanza tipica del Rito Ambrosiano, ovvero delle regole liturgiche che valgono per le chiese dell’arcidiocesi di Milano e per alcune delle diocesi vicine.

Il momento della benedizione degli sposi da parte del parroco viene reso ancora più inteso dal delicato di rito della velazione. Un velo viene tenuto sopra le teste degli sposi da parte dei genitori e dei testimoni di nozze: in termini simbolici, il velo è lo Spirito Santo che li protegge nel corso della loro vita in comunione.

3. Palle del toro

C’è un tradizionale gesto scaramantico nella città di Milano, valido anche per gli sposi: pestare le palle del toro!

Il pavimento della Galleria Vittorio Emanuele II, a fianco del Duomo, è interamente ricoperto di mosaici: più o meno al centro è raffigurato uno stemma azzurro con un toro bianco, simbolo di forza e vigore. È di buon auspicio appoggiare un piede, meglio il tallone, sugli attributi del toro e ruotare su se stessi ad occhi chiusi; i milanesi lo fanno anche a capodanno, per assicurarsi la fortuna tutto l’anno.

4. Cravatta in vendita

In passato il matrimonio era una festa più modesta di come siamo abituati a pensarla oggi e anche i regali per gli sposi non erano generosi e abbondanti come ora.

Si usava, quindi, cercare di racimolare qualche mancia extra proprio durante il ricevimento di nozze. La tradizione vuole che lo sposo cercasse di vendere, eventualmente anche tagliandola a pezzi, la sua cravatta e la sposa la sua giarrettiera. Gli invitati le acquistavano come portafortuna: erano infatti oggetti indossati dagli sposi e intrisi di una forte carica emotiva, fatta di attesa, gioia, entusiasmo e amore.

Oggi sono la giarrettiera e il bouquet gli elementi che rappresentano la fortuna e alcuni sposi decidono, infatti, di regalarli anche lanciandoli alla cieca tra gli invitati interessati ad aggiudicarseli.

5. La gallina bollita

Alla fine del pranzo o della cena di nozze, la tradizione lombarda vuole che nessuno vada a casa senza aver assaggiato la gallina bollita che è l’ultima portata che viene servita in un matrimonio tradizionale a Milano.

Una volta mangiata la torta, bevuto il caffè e dopo aver ballato un po’ arriva la pentola di brodo con la gallina cotta. Segno di abbondanza e di genuinità, buon auspicio per il matrimonio.

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