Fa questo lavoro? Meglio non sposarsi

Stress da lavoro
Stress da lavoro.

Il mondo del lavoro impone oggi regole, stili di vita e compromessi che non sempre risultano compatibili con la vita di coppia.

Pare essere proprio il lavoro, infatti, una delle cause principali di crisi o attriti in ambito familiare, o nella peggiore delle ipotesi di separazioni e divorzi.

Le nostre proposte

Matrimonio e lavoro

I due termini oggi purtroppo sembrano vivere una dicotomia profonda, per la quale l’uno può inficiare, rendere difficoltoso se non impossibile l’altro. Due facce sociologicamente della stessa medaglia che talvolta si escludono a vicenda.

Non ci si crea una famiglia perché si hanno prospettive di carriera, oppure la carriera crea problemi al matrimonio: è questa l’assurda situazione che sempre più spesso contraddistingue i nuovi legami coniugali.

Sfera personale e sfera professionale che si mischiano con sempre maggior squilibrio.

A volte sono le nuove regole del lavoro a creare difficoltà, a volte è una questione più prettamente personale.

È difficile (e lo è sempre stato) dividersi tra casa e lavoro, ma oggi le indagini statistiche riportano un dato di fatto: ovvero che i matrimoni in Italia tendono sempre più frequentemente a naufragare miseramente (ecco come affrontare le seconde nozze).

Quali mestieri mettono più a rischio il matrimonio?

Secondo gli studi esistono ruoli e professioni che più di altri sono in grado di provocare pesanti danni strutturali all’interno della fragile architettura del rapporto di coppia.

Al primo posto vengono indicate le carriere militari; al secondo posto si posizionano i tecnici e i progettisti del settore automobilistico e al terzo i professionisti della sanità.

Quali sono i motivi?

Quali punti in comune possono presentare tali mestieri nell’ambito della nocività nei confronti del matrimonio?

Principalmente il tempo, nella sua accezione più ampia, e secondariamente l’implicazione personale, psicologica ed emotiva che coinvolge e impatta sul lavoratore che non riesca a scindere o limitare l’influsso del proprio ruolo e delle proprie responsabilità professionali dalla propria sfera personale.

Assentarsi per lungo tempo da casa, essere obbligati a trasferte frequenti, magari all’estero, oppure dover convivere con turni snervanti, fuori orario quotidiani e reperibilità perenne possono essere chiaramente cause di disagio, provocare scontri e far nascere incomprensioni anche nelle coppie più salde.

Le trasferte di lavoro riguardano sempre più professionisti e lavoratori, dei più svariati ambiti e livelli professionali: è il nuovo mercato del lavoro che non conosce limiti di tempo e spazio?

La cosiddetta unstoppable generation sta modificando profondamente il substrato più giovane della popolazione italiana in età da lavoro ripercuotendosi, di conseguenza, proprio sugli individui che sarebbero (o dovrebbero essere) in età da matrimonio.

Si tratta di quei lavoratori che, sfruttando alla massima potenza le nuove tecnologie sono chiamati ad una disponibilità e ad una reperibilità immediate, totalizzanti e assolute. Non ci sono orari, non ci sono festività, non si lavora mai ma poi si lavora sempre e ovunque, senza fermarsi, col cellulare in una mano, il tablet nell’altra e l’auricolare inserito.

Le ripercussioni sulla vita di coppia

È stress da lavoro correlato ed è difficile da gestire, quasi impossibile da equilibrare con una vita familiare, ancor peggio se con figli a carico (come essere dei buoni genitori? Ecco i nostri consigli!).

Oggi, più che mai, è tutto un mondo che cambia e lo fa in senso contrario alla tradizionale visione di una vita tranquilla, di coppia, di matrimonio.

Le coppie, nuove o esperte che siano, devono imparare a gestire nuovamente i propri tempi. Un tutto da riorganizzare in nuova modalità, per cercare di rendere compatibile e gestibile una vita di coppia sempre più soggetta a imposizioni esterne che non tutti sono in grado di accettare o di coordinare.

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