Cambiare il cognome dopo il matrimonio: come fare?

Cambiare cognome
Cambiare cognome dopo il matrimonio?

Cambiare cognome, e aggiungere al proprio quello del neo-marito, è un desiderio di molte donne.

In realtà, al giorno d’oggi, molte coppie vorrebbero poter abbinare i propri cognomi, così da tramandarli entrambi ai figli.

Le nostre proposte

È possibile farlo?

Cambio cognome dopo matrimonio: si può fare?

Per quanto riguarda il cambio di cognome, le richieste più frequenti sono solitamente due.

  1. Il primo caso prevede che la donna voglia abbinare al suo cognome quello del marito.
  2. Il secondo caso consiste nel desiderio di entrambi i coniugi di poter assumere anche il cognome dell’altro, così da poterli tramandare tutti e due ai figli.

Cambiare il cognome dopo il matrimonio, ecco tutta la procedura da seguire

Per quanto riguarda l’assunzione del cognome del marito da parte della moglie la procedura è piuttosto semplice.

L’articolo 143 bis del Codice Civile, infatti, prevede questa possibilità.

Non è un obbligo per la donna far aggiungere il cognome del marito al proprio ma, se lo desidera, può fare regolare richiesta al Ministero degli Interni e verrà accontentata senza troppi problemi. Eccome come si deve procedere:

  1. Presentare una domanda scritta alla prefettura del proprio Comune di residenza;
  2. Nella domanda bisogna specificare che, per applicazione del 143 bis, si desidera aggiungere il cognome del marito al proprio;
  3. Il Prefetto invia la domanda al Ministero degli Interni;
  4. Il decreto viene affisso per 30 giorni all’albo pretorio sia del Comune di nascita della richiedente sia del Comune di residenza;
  5. Se nessuno si oppone, dopo 30 giorni si ottiene il doppio cognome.

Più complicato, invece, richiedere il cambio di cognomi per entrambi i coniugi.

La legge infatti non prevede questa possibilità, se non in casi eccezionali e che siano ritenuti meritevoli di considerazione.

È il caso dei cognomi dal significato ambiguo, o che sono sinonimi di una parolaccia o che, abbinati al nome di battesimo, risultano ridicoli o improponibili.

Un altro caso in cui il cognome viene cambiato facilmente è quando il richiedente dichiara di non voler più portare quello del padre se, per esempio, questi è una persona che si è macchiata di gravi colpe o reati.

Come si fa a cambiare cognome?

Il cambio del cognome dopo il matrimonio per entrambi i coniugi non è teoricamente possibile.

Questo perché non esiste nessuna legge che ne sottoscriva il diritto.

Tuttavia, se una coppia ha il forte desiderio di abbinare i propri cognomi anche sui documenti, può provare a presentare una domanda.

La procedura è la stessa indicata nel paragrafo precedente.

Tuttavia, in questo caso, è necessario arricchire la richiesta con una motivazione valida, che supporti la volontà dell’aggiunta del secondo cognome.

Si può per esempio dire che il marito desidera acquisire anche il cognome della moglie per non farlo scomparire, se la donna non ha fratelli che possano portare avanti la dinastia.

Oppure che, per qualche motivo di prestigio, si desidera che i propri figli abbiano entrambi i cognomi.

Il Ministero degli Interni valuterà la domanda e deciderà se questa è meritevole o meno di essere accettata.

Se la risposta è positiva, si procede con l’affissione e l’ufficializzazione negli stessi termini di modo e tempo utilizzati per il cambio cognome della moglie.

Quante possibilità ci sono che una richiesta di cambio cognome venga respinta?

Per quanto riguarda l’acquisizione del cognome del marito, solitamente non ci sono difficoltà e la domanda viene accolta e ufficializzata in breve tempo.

Per il discorso del cambio di cognome di entrambi i coniugi, invece, purtroppo la percentuale di possibilità di risposta negativa è molto alta. Si può comunque provare, cercando di dimostrare che si tratta di qualcosa a cui si tiene molto.

C’è da dire che cambiare cognome è difficile perché i dati personali sono considerati, dalla Costituzione, identificativi dell’individuo e, pertanto, inviolabili.

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