Simboli comunione: quali sono e cosa significano

I simboli legati al sacramento della comunione sono vari: il pane e il vino, il calice e l’eucarestia hanno un profondo valore per la fede cattolica.

La comunione è uno dei sacramenti previsti dalla religione cattolica. Fa parte del percorso che ciascun credente è chiamato a fare all’interno della propria comunità di fedeli. La prima comunione, infatti, permette al comunicato di accedere all’eucaristia durante la messa, cioè l’atto più sacro per ciascun cristiano.

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La comunione è anche considerato il terzo sacramento, perché viene dopo il battesimo e la confessione. Alla comunione fa poi seguito la Cresima, ultimo dei sacramenti obbligatori. L’ordinazione o il matrimonio sono a discrezione del fedele.

Il calice

Il calice è un oggetto molto significativo nella liturgia. Viene infatti usato per contenere il vino, simbolo e sostanza del sangue di Cristo, da cui passano la redenzione, la salvezza e l’accesso al regno di dio.

Durante la messa il sacerdote offre a Dio il vino nel calice, affinché durante il rito dell’Eucaristia si compia il mistero e il miracolo della trasformazione. A simboleggiare l’unione dei fedeli con Gesù e la sua umanità votata alla salvezza, il sacerdote nel calice mischia il vino con alcune gocce d’acqua.

Comprendere l’importanza del calice all’interno della simbologia della prima comunione non è dunque difficile. Per la prima volta, infatti, i bambini non sono capiscono, ma sperimentano anche il momento più importante della liturgia cristiana. È un momento di profonda maturità e partecipazione, una specie di passaggio reale e definitivo nella comunità di fedeli. Per questo motivo il calice è spesso stilizzato o raffigurato tra i simboli sui libretti della messa della prima comunione, ma anche sugli inviti, sulle bomboniere o sui centrotavola dedicati.

L’eucarestia

Nella fede cristiana, l’eucarestia è il sacramento centrale della celebrazione. Secondo la liturgia cattolica, questo sacramento è stato istituito dallo stesso Gesù durante la cosiddetta Ultima Cena con i dodici apostoli, dopo la quale venne tradito e visse la sua passione, morte e resurrezione. L’eucarestia è lo stesso Gesù Cristo, presente come corpo, sangue e divinità in quello che esteriormente mantiene le caratteristiche del pane e del vino. Questo miracolo è chiamato “transustanziazione”, cioè cambiamento del pane e del vino “oltre la sostanza”.

Sono simboli molto profondi, legati al sacrificio, al rinnovamento e alla Pasqua. La celebrazione liturgica della messa ripropone il rito svolto da Gesù durante l’ultima cena, con l’offerta del pane e del vino, la loro consacrazione e l’annuncio della Pasqua, cioè della resurrezione.

Il pane e il vino

Dopo aver visto il significato dell’Eucarestia, è più facile comprendere anche come mai il pane e il vino sono simboli tanto legati alla prima comunione.

Il pane e il vino rappresentano l’alimento base della maggior parte delle culture del mondo: sono i primi cibi preparati dall’umanità, il frutto del suo lavoro nei campi. Coltivare e mietere il grano, oppure curare le viti sono attività umane antiche come l’uomo stesso e rappresentano simbolicamente la vita tratta dalla terra e il cibo in generale. Offrendo il pane a Dio, lo si ringrazia per ciò che può nutrire l’uomo. Allo stesso modo il vino, con il suo colore rosso richiama il sangue e quindi l’idea di sacrificio: quello compiuto da Gesù per salvare l’umanità.

Durante la celebrazione della messa, il pane e il vino vengono portati all’altare nell’offertorio: il sacerdote accetta l’offerta e la consacra a Dio per l’Eucarestia. Nella prima comunione, sono i bambini stessi a portare il pane e il vino all’altare, come simbolo del rito che si preparano a vivere.

Questo è il motivo per cui il calice e la spiga di grano (oppure la pagnotta) sono tradizionalmente considerati come tipiche immagini della prima comunione.

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