Fonte battesimale: quali tipi esistono?

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La fonte battesimale è il luogo in cui i neonati ricevono il sacramento del battesimo. Esistono diverse tipologie di fonti battesimali.

Il battesimo, il primo dei sette sacramenti, è l’iniziazione al culto cristiano per i neonati. Il luogo in cui viene officiato è la Chiesa o il battistero annesso. La liturgia del battesimo, nello specifico, avviene all’interno della fonte battesimale. Dopo aver scelto la chiesa, preparato i documenti e tutto il necessario per organizzare l’evento, si è pronti per avvicinarsi all’evento. La cerimonia viene svolta in una domenica dell’anno e sarà concordata insieme al parroco di riferimento.

Le nostre proposte

Di solito la struttura si trova su un lato della navata vicino all’ingresso. La posizione, simbolicamente, indica il primo passo per entrare a far parte di questa storica istituzione. Alcune volte il battesimo è celebrato nel battistero che è riservato esclusivamente per questo rito. Non esiste un unico modello, ma vi sono diverse tipologie che variano in base al tipo di culto.

La fonte battesimale è un struttura storica che nel corso del tempo ha cambiato solo le decorazioni esterne ma non in modo eccessivo la forma. Il primo modello è chiamato per infusione: è una vasca di marmo o di pietra collocata su un piedistallo e sono decorate diversamente in ogni Chiesa. L’acqua viene versata sul capo del bambino durante il rito alla presenza della madrina e del padrino. Il secondo tipo di fonte è chiamato ad immersione: una vasca molto più ampia che consente di immergere il corpo del battezzando integralmente all’interno.

La scelta della fonte battesimale è strettamente correlata al tipo di credo a cui si sono affidati i genitori durante il loro percorso di vita. Per esempio la pratica dell’immersione è legata al rito orientale, ambrosiano, ai mormoni e ai testimoni di Geova, mentre la tradizione delle chiese di stampo romano o protestante è legata al rito per infusione.

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